La demolizione di un autoveicolo è un’operazione che consente di smaltire la propria vettura, affidandola ad un apposito centro specializzato, ad esempio quando si vuole comprare un’auto nuova. La procedura prevede una serie di adempimenti burocratici, affinché sia possibile rottamare il veicolo in modo trasparente, tracciabile e soprattutto legale.

L’iter da seguire è abbastanza semplice, ad ogni modo va eseguito in maniera ottimale, per non correre il rischio di multe e sanzioni e ottenere il rilascio del certificato di demolizione. Ecco tutto quello c’è da sapere a riguardo, da quali sono i documenti per la rottamazione dell’auto fino ai costi da sostenere e ai vantaggi di questa soluzione.

Quando bisogna rottamare il proprio veicolo

La rottamazione dell’auto avviene quando si deve procedere con la demolizione della macchina, operazione realizzata da autodemolitori autorizzati secondo i termini di legge. Questi centri, infatti, provvedono al recupero delle parti che possono essere riutilizzate, dai componenti meccanici agli elementi della carrozzeria in buono stato.

Infine, separano tutti i materiali di scarto, avviandoli ai centri di smaltimento per il riciclo del ferro, dell’alluminio o della plastica. La demolizione può essere necessaria quando non è possibile vendere il veicolo usato perché senza valore, oppure per usufruire degli incentivi pubblici per l’acquisto di una nuova vettura, come le agevolazioni auto dell’Ecobonus 2020/21.

Rottamazione auto: documenti necessari

Per rottamare il proprio veicolo è indispensabile avere tutti i documenti per la demolizione dell’auto, secondo quanto indicato dalle normative di legge. Innanzitutto, bisogna essere muniti di un documento di riconoscimento valido, come la carta d’identità, il passaporto o la patente di guida, oltre al codice fiscale o alla tessera sanitaria.

Dopodiché, devono essere consegnate tutte le targhe dell’auto, inoltre bisogna fornire la carta di circolazione ed il certificato di proprietà del veicolo. Dal 2020 viene emesso il documento unico di circolazione, un certificato unificato e dematerializzato che riunisce tutti i documenti della vettura, perciò in questo caso basta indicare i riferimenti del nuovo Duc.

Documenti rottamazione auto: come procedere?

La procedura fisica di demolizione del veicolo avviene presso centri autorizzati, mentre la parte burocratica della rottamazione è realizzata attraverso il Pra, il Pubblico registro automobilistico. Al termine del procedimento di radiazione dal Pra, l’ente rilascia il certificato di demolizione digitale per comprovare l’avvenuto smaltimento della vettura.

Di solito, l’operazione viene gestita direttamente dall’autodemolizione, con l’officina che si occupa di prendere tutti i documenti necessari e inviare la segnalazione al Pra. Lo stesso avviene quando la rottamazione dell’auto è realizzata attraverso la concessionaria, infatti basta fornire la documentazione e i rivenditori si occuperanno di tutto il resto.

Ad ogni modo, è fondamentale che il concessionario o il demolitore consegnino il certificato di rottamazione, con il quale tutelarsi in caso di controversie legali. Il documento, infatti, attesta la demolizione della vettura, perciò non si è più responsabili di eventuali illeciti occorsi dopo tale data, inoltre non bisogna più pagare il bollo auto.

Quanto costa la rottamazione dell’auto

Oltre ai documenti per la rottamazione del veicolo è necessario pagare le spese previste per la demolizione dell’auto. Di norma, quando la rottamazione avviene tramite un concessionario, per l’acquisto di un’altra vettura, spesso non bisogna pagare nulla, oppure la tariffa è già inclusa dal rivenditore all’interno del prezzo della macchina.

Altrimenti, rivolgendosi direttamente al demolitore il costo della rottamazione è di 32 euro per l’imposta di bollo. Dopodiché, è necessario tenere conto di una spesa di 36,38 euro per la radiazione dal Pra, più gli emolumenti Aci di 13,50 euro e l’eventuale costo della visura opzionale di 7,10 euro.

La spesa per la rottamazione dell’auto, quindi, può raggiungere gli 81,88 euro senza contare la visura, utile per verificare la presenza di segnalazioni e fermi amministrativi. I costi sono maggiori se l’auto è ancora provvista del foglio complementare, con un importo di 48 euro per l’imposta di bollo e 51,30 euro per la radiazione dal Pra.

Il prezzo della demolizione può andare perciò da 80 a 150 euro circa, senza considerare la visura e i possibili costi di trasporto qualora l’auto non sia in grado di circolare. Per risparmiare è importante avere il certificato di proprietà, altrimenti è previsto un aggravio di 16 euro sull’imposta di bollo e di quasi 15 euro per la radiazione dal Pra.

Quali sono i vantaggi legati alla rottamazione dell’auto

Con la rottamazione è possibile beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dalle norme di legge, ad esempio per acquistare un’auto elettrica di nuova generazione per la mobilità green. Gli incentivi sono disponibili anche per comprare una macchina ibrida, purché con emissioni di CO2 inferiori a 60 g/Km.

In questo caso, è necessario rottamare un veicolo inquinante, omologato con una classe ambientale Euro 4 o inferiore, con la possibilità di acquistare solo vetture con un valore commerciale non superiore a 61 mila euro. Ad ogni modo, la rottamazione può essere offerta dalle concessionarie anche sugli altri veicoli, comprese le vetture a Km 0.

Si tratta di una misura per agevolare l’acquisto da parte degli automobilisti, con la possibilità di risparmiare sui costi della demolizione e delegare l’operazione al rivenditore. Ovviamente, quando ci si affida al concessionario è essenziale verificare sempre la consegna dei certificati di demolizione e radiazione dal Pra.

Si può rottamare un’auto con fermo amministrativo?

La legge italiana non permette di demolire un veicolo sottoposto a fermo amministrativo, quindi l’operazione è vietata in quanto non consentita dalle norme vigenti. Per questo motivo è importante effettuare sempre la visura prima della rottamazione, soprattutto qualora si fosse acquistata la vettura usata.

In alternativa, è possibile vendere l’auto con fermo amministrativo, ad esempio cedendola ad un concessionario o un privato, tuttavia è indispensabile informare il compratore della presenza di questo problema. Quest’ultimo, infatti, potrebbe scegliere di cancellare a proprie spese il fermo, ad esempio in cambio di un forte sconto sul prezzo di acquisto del veicolo.

In alcuni casi specifici è possibile rottamare la macchina anche con fermo amministrativo, se il veicolo è accidentato o non può circolare. Ad ogni modo si tratta di situazioni particolari, da verificare sempre con attenzione insieme al demolitore, per capire se sia possibile o meno procedere con la distruzione della vettura e la sua radiazione dal Pra.