La penetrazione della tecnologia nella nostra quotidianità è ormai pressoché totale.

Basti pensare al ruolo vitale ricoperto dai nostri smartphone, alla parificazione tra vita reale e virtuale e alla frequenza con cui argomenti come Blockchain e Intelligenza Artificiale alimentano newsfeed e dibattiti.

Ma cosa ne pensano gli italiani della Tecnologia? E quanto la conoscono?

Nel rispondere a queste domande ci viene in aiuto un recente sondaggio effettuato da YouGov  (Società di ricerche di mercato e analisi dati) per conto di VMware.

Il 67% degli intervistati afferma che la tecnologia ha migliorato notevolmente la fruizione di servizi bancari, assicurativi (Quixa ne è un esempio) e sanitari.

Circa il 50% svela inoltre di aver aumentato il proprio tempo libero grazie alla tecnologia e, di conseguenza, di aver migliorato la propria qualità di Vita.

È abbastanza diffusa anche la fiducia che la Tecnologia possa impattare significativamente su problematiche gravose come il cambiamento climatico.

Ma, se l’apprezzamento non manca, diverso è il discorso relativo alla consapevolezza e alla conoscenza di quello che si celebra.

Dalla ricerca emerge infatti che il 39% dei partecipanti è totalmente ignorante in materia di nuove tecnologie (sintomatico il fatto che il 30% crede che robotica e intelligenza artificiale coincidano) e che il 62% dei consumatori italiani ammette di non sapere chi ha realmente accesso ai propri dati personali.

Da qui deriva la diffidenza più o meno diffusa nel voler fornire dati di natura economica, ad esempio le abitudini di spesa personali, alla propria Banca.

Anche qualora questo dovesse comportare una maggiore efficienza nella gestione delle proprie finanze.

Per quanto riguarda l’ambito medico-sanitario, se da una parte si registra una maggiore fiducia nel voler concedere i dati relativi allo stato di salute al proprio medico, dall’altra non ci si sottoporrebbe ad un intervento chirurgico effettuato da un robot (70% degli intervistati).

Da quanto risulta, dunque, gli italiani sono ancora titubanti per quanto concerne il consegnare la gestione diretta dei propri soldi e della propria salute a soggetti o processi artificiali. Al contrario, si dichiarano favorevoli a un utilizzo della tecnologia strumentale al miglioramento delle proprie condizioni di vita.

Fonte: Assinews.it