Le emissioni di gas serra legate al trasporto stradale rappresentano una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico, provocando effetti dannosi per la salute e l’ambiente. Per questo motivo è fondamentale una maggiore consapevolezza, per capire come ridurre le emissioni di CO2 delle auto.

Negli ultimi anni il settore automotive ha messo a punto delle alternative green, proponendo soluzioni sempre più efficienti per la mobilità sostenibile. Le vetture più ecologiche non solo consentono di diminuire l’anidride carbonica rilasciata nell’aria, ma permettono anche di beneficiare di una serie di agevolazioni importanti.

Emissioni di CO2 delle auto: cosa sono esattamente?

L’anidride carbonica emessa dalle macchine durante la circolazione stradale è un gas inquinante, nonostante sia presente naturalmente nell’atmosfera. Il problema della CO2 delle auto, infatti, è legato alle alte concentrazioni, in quanto l’ambiente ha una capacità limitata di assorbimento.

Superata una determinata soglia, il Pianeta non è più in grado di smaltire l’anidride carbonica in eccesso, la quale rimane nell’aria e contribuisce a creare l’effetto serra. Si tratta di un fenomeno che modifica la termoregolazione naturale della Terra, provocando un aumento della temperatura terrestre e una forte alterazione climatica.

Ovviamente l’anidride carbonica non è l’unico gas emesso dai veicoli, infatti la combustione di carburanti fossili produce diverse sostanze di scarto, alcune delle quali più pericolose della CO2. Tra queste ci sono il monossido di carbonio (CO), gli ossidi di azoto (NOx) e gli ossidi di zolfo (SOx).

Quanto incide il trasporto stradale sulle emissioni di CO2

Secondo i dati ufficiali dell’Agenzia europea dell’ambiente, l’intero settore dei trasporti causa il 30% delle emissioni di CO2 in Europa, quota all’interno della quale il trasporto stradale incide per il 72%. Le autovetture, in particolare, sono in assoluto tra i veicoli più inquinanti, soprattutto perché la media europea è di appena 1,7 passeggeri per ogni vettura circolante.

Altri mezzi come l’aereo o il treno, nonostante un impatto ambientale elevato, presentano un tasso d’inquinamento inferiore rispetto alle auto. Ciò è dovuto alla maggiore capacità di carico o al numero superiore di passeggeri che possono trasportare, aspetto che riduce l’impatto relativo di questi sistemi in confronto al trasporto privato.

Per contrastare i cambiamenti climatici, uno degli obiettivi dell’Unione Europea è la diminuzione del 30% delle emissioni di anidride carbonica delle auto entro il 2030. La strategia prevede diversi interventi di supporto, tra cui agevolazioni per le vetture green e protocolli più severi per le omologazioni (standard WLTP).

Come calcolare le emissioni di CO2 delle macchine

Oggi le aziende automobilistiche devono sottoporre i propri veicoli a nuovi test di omologazione, chiamati WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure). Questi standard sono più rigorosi rispetto alle vecchie procedure NEDC, infatti consentono di ottenere dati più precisi sulle emissioni inquinanti e offrono un sistema di classificazione ambientale delle auto più efficiente.

In questo modo, quando si compra una macchina è possibile conoscere i dati relativi alla CO2, con l’indicazione dei grammi di anidride carbonica emessi per ogni chilometro percorso (g/Km). Questo parametro viene mostrato come valore medio per il ciclo combinato (media tra le emissioni in città, sulle strade extraurbane e in autostrada).

Il calcolo delle emissioni di anidride carbonica diventa quindi piuttosto semplice, poiché basta prendere il valore indicato dal costruttore e moltiplicarlo per i chilometri percorsi in media in un anno. Ad esempio, considerando la Toyota Yaris 1.0 a benzina da 72 cv con emissioni medie di 95 g/Km, una persona che fa 10 mila chilometri l’anno produrrà un inquinamento pari a 950 chili di anidride carbonica ogni 12 mesi.

È evidente come anche un piccolo taglio della CO2 delle auto possa assicurare notevoli miglioramenti, riducendo di vari chili la quantità di anidride carbonica rilasciata nell’atmosfera. Moltiplicando questo risparmio per milioni di autoveicoli presenti soltanto in Italia, il vantaggio ambientale diventa davvero elevato.

Quali sono le auto con meno emissioni di CO2

In merito a quale siano le auto più ecologiche esiste un’accesa discussione, in quanto è necessario distinguere tra emissioni dirette e indirette. Le prime sono quelle generate dalla combustione del carburante, le secondo sono legate all’intero processo di produzione e smaltimento dei veicoli.

Per quanto riguarda le emissioni di CO2 dirette delle auto, le macchine a motore termico sono in assoluto le più inquinanti. Come indicato dall’Agenzia europea dell’ambiente, le vetture diesel generano i livelli più alti di anidride carbonica, seguite dai veicoli a benzina.

Le emissioni di CO2 delle auto GPL, invece, sono in media fino al 10% in meno rispetto a quelle di una macchia a benzina. Nel dettaglio, questo carburante produce meno inquinanti pericolosi, infatti oltre alla quantità inferiore di anidride carbonica rilascia pochissimo PM10, con percentuali più basse di monossido di carbonio e ossidi di azoto.

Per le emissioni di CO2 delle auto a metano le prestazioni sono ancora migliori, con la possibilità di ridurre fino al 20% gli inquinanti in confronto alle vetture a benzina. Anche in questo caso gli effetti positivi interessano anche gli altri gas serra, poiché si riscontrano concentrazioni minime di ossidi di azoto e monossido di carbonio.

Le soluzioni più ecologiche per tagliare la CO2 delle auto

Tra le soluzioni migliori per la mobilità green ci sono le macchine ibride ed elettriche, in quanto sono in grado di minimizzare o azzerare le emissioni di anidride carbonica dirette. Ovviamente non tutte le tecnologie sono uguali, per questo motivo bisogna fare alcune distinzioni importanti.

Le emissioni di CO2 delle auto ibride dipendono dal sistema adottato. I veicoli plug-in, con batterie ricaricabili, sono i più ecologici con livelli di anidride carbonica al di sotto dei 60 g/Km. Le full hybrid, invece, con motore elettrico a supporto del propulsore termico, si trovano nella fascia da 61 a 95 g/Km.

Infine, le mild hybrid, con appena dei dispositivi per il recupero dell’energia in frenata, presentano emissioni superiori a 95 g/Km, quindi del tutto simili a quelle di motorizzazioni termiche di ultima generazione. Le auto elettriche sono a emissioni zero, tuttavia bisogna tenere conto dell’inquinamento indiretto, legato alla produzione e allo smaltimento delle batterie ed alla generazione di elettricità per la ricarica.

Naturalmente, le macchine elettriche rappresentano la migliore alternativa verde al momento, infatti anche considerando le emissioni indirette risultano meno inquinanti rispetto agli altri veicoli. Inoltre, basta produrre energia con delle fonti rinnovabili per incrementarne la sostenibilità ambientale, ottenendo un mezzo 100% ecologico per circolare in modo pulito.