A volte parcheggiare l’auto può rivelarsi una vera impresa, specialmente nelle grandi città: una situazione che induce molti automobilisti a non rispettare le norme sul divieto di sosta e di fermata del veicolo, con il rischio di incappare nelle sanzioni previste dal Codice della Strada.

Le violazioni che si possono commettere sono tantissime, senza contare che, oltre alla multa, si possono creare forti disagi al transito e mettere in pericolo la sicurezza di veicoli e utenti. Ecco cosa c’è da sapere sulla multa per divieto di sosta: dalle sanzioni previste a come fare ricorso per contestare l’infrazione.

Articolo 158 del Codice della Strada per il divieto di sosta

Il divieto di sosta è in assoluto una delle infrazioni più comuni in Italia, una violazione dell’articolo 158 del Codice della Strada sanzionata sia all’interno delle aree urbane che al di fuori. La legge regola le norme di comportamento per il divieto di fermata e di sosta dei veicoli, indicando in modo dettagliato tutte le restrizioni per il parcheggio dell’auto.

In particolare, secondo le linee generali del CdS fermata e sosta sono vietate in questi casi:

  • in prossimità di linee ferroviarie e passaggi a livello;
  • all’interno di gallerie, sovrapassaggi, portici e sottovia;
  • in curva e sopra i dossi;
  • in corrispondenza di semafori e segnaletica stradale;
  • sui marciapiedi;
  • in prossimità delle aree di intersezione;
  • su passaggi pedonali e piste ciclabili;
  • nei punti di ricarica dei veicoli elettrici.

Inoltre, la sosta non è consentita in doppia fila, presso l’uscita di passi carrabili, davanti ai cassonetti dei rifiuti, oppure in zone riservate ai mezzi pubblici o a vetture per persone invalide. Ovviamente si tratta di indicazioni a carattere generale, in quanto possono esistere eccezioni e situazioni differenti laddove indicato da apposita segnaletica stradale.

Ad esempio, in alcune aree può essere permessa la sosta e la fermata soltanto in alcuni orari, oppure per alcune categorie specifiche di veicoli. Per questo motivo è importante considerare sempre le normative locali, prestando attenzione ai regolamenti e ai segnali presenti.

Divieto di sosta: multa e punti patente

L’articolo 158 del Codice della Strada riconosce complessivamente 23 divieti di sosta e fermata. Il conducente dell’auto è anche tenuto ad evitare l’utilizzo improprio della vettura durante la sua assenza, adoperandosi per impedire eventuali incidenti dovuti a un comportamento non adeguato o poco attento.

Non bisogna soltanto parcheggiare e arrestare in modo consono il veicolo, ma è necessario farlo in maniera sicura e scongiurare qualsiasi impedimento, rischio o pericolo per tutti gli altri utenti della strada, come pedoni, ciclisti, auto e altri mezzi. In mancanza di segnalazioni specifiche, il divieto dura dalle 8 alle 20 nelle aree urbane, mentre al di fuori la validità è di 24 ore.

Le sanzioni standard per il divieto di sosta prevedono una multa da 41 a 168 euro, con un valore commisurato alla gravità dell’infrazione. Alcune violazioni più serie, come il parcheggio che ostruisce il transito dei mezzi pubblici o la circolazione dei veicoli per persone disabili, comporta un’ammenda più elevata che può andare da 84 euro fino a 335 euro.

Di norma, una multa per divieto di sosta non provoca la perdita di punti dalla patente di guida, infatti nella maggior parte dei casi l’infrazione prevede soltanto una sanzione amministrativa. In alcune circostanze potrebbe essere applicata una decurtazione fino a 2 punti patente, tuttavia si tratta di un’opzione abbastanza rara e soltanto per violazioni molto gravi.

Multa per divieto di sosta: quando pagare?

Il divieto di sosta causa quasi sempre la classica multa da 41 euro, ad ogni modo con le aggravanti è possibile arrivare facilmente al raddoppio della sanzione, ad esempio se si parcheggia sulle strisce pedonali o presso una pista ciclabile. Se l’infrazione è giusta e meritata conviene pagare subito, per beneficiare di uno sconto sull’importo dell’ammenda pecuniaria.

Chi paga la multa entro 5 giorni dalla data di notifica, infatti, può usufruire di un pagamento in forma ridotta con uno sconto del 30%. In questo caso, per la sanzione tradizionale di 41 euro è possibile diminuire l’importo fino a 28,70 euro, altrimenti una multa di 82 euro con aggravante può ridursi fino a 57,40 euro.

Se l’infrazione è stata rilevata sul posto il riferimento per i 5 giorni è quello della redazione del verbale, altrimenti si devono contare a partire dalla data di ricezione della notifica consegnata per posta. Dopodiché è necessario pagare l’intero importo entro 60 giorni, mentre in seguito scattano gli interessi e le maggiorazioni previste.

Come contestare una multa per divieto di sosta

Se la multa per divieto di sosta è considerata ingiusta, in quanto non si è d’accordo sull’effettiva violazione dell’articolo 158 del Codice della Strada, è possibile contestare la sanzione. Per farlo esistono due opzioni, rivolgersi al Giudice di Pace oppure presentare ricorso al Prefetto.

Nel primo caso è essenziale impugnare la multa entro 30 giorni, recandosi presso la sede di riferimento, inviando la richiesta online in modo telematico oppure tramite posta raccomandata. La documentazione indispensabile è composta dal verbale della violazione, una richiesta scritta e firmata con la descrizione del fatto e le motivazioni.

Inoltre, bisogna allegare una copia di un documento d’identità valido e del codice fiscale, comprese eventuali testimonianze, foto e prove di quanto affermato. In questo caso il costo del ricorso è di 43 euro, dopodiché il Giudice di Pace può accettare la richiesta, rifiutarla oppure decidere di modificare l’importo della sanzione.

Contestare la multa al Prefetto offre 60 giorni di tempo ed è una procedura gratuita, tuttavia la risposta può richiedere fino a 120 giorni. Il procedimento di presentazione della domanda è pressoché simile, quindi il Prefetto può scegliere di cancellare la sanzione, confermarla, oppure obbligare al pagamento integrale o raddoppiato dell’importo.

Multa per divieto di sosta: quando conviene contestarla?

Quando non si è in grado di fornire prove concrete, se la multa non ha un importo elevato conviene pagarla entro 5 giorni con la riduzione del 30%. Oltre al rischio di maggiorazioni, infatti, la conferma della sanzione prevede il pagamento della somma intera, più le spese di ricorso se la contestazione è stata presentata al Giudice di Pace.

Al contrario, conviene far valere i propri diritti si possiedono evidenze tangibili, come foto o testimoni che smentiscono l’infrazione. Allo stesso modo possono offrire un appiglio errori nel verbale, vizi di forma, oppure quando la consegna della notifica è avvenuta dopo oltre 90 giorni dalla data di rilevazione della violazione.