Il primo giugno 2020 è iniziata una nuova fase di sperimentazione per il Documento Unico di Circolazione (DUC), il quale andrà a sostituire entro il 31 ottobre 2020 il certificato di proprietà e la carta di circolazione. Il nuovo modello diventerà presto obbligatorio per tutti i veicoli, compresi motocicli e mezzi per l’autotrasporto pesante.

Il foglio unico di circolazione è già disponibile presso gli uffici della Motorizzazione, gli sporteli del Pra e tutte le agenzie private per le pratiche automobilistiche. L’obiettivo è semplificare la gestione burocratica dei veicoli, unificando questi due importanti certificati all’interno dello stesso documento. Ecco tutto quello che bisogna sapere.

COS’È IL DOCUMENTO UNICO DI CIRCOLAZIONE

Il DUCDocumento Unico di Circolazione, è il nuovo modello unificato che ingloba la carta di circolazione, rilasciata dagli uffici della Motorizzazione Civile, e il certificato di proprietà, del quale si occupa invece l’ACI. L’obbligo per gli autoveicoli è scattato dal 1° giugno, mentre per il via libera ufficiale la data prevista è quella del 31 ottobre 2020.

Il documento unico dell’auto viene già rilasciato in formato elettronico per alcune pratiche, tra cui le nuove immatricolazioni, i passaggi di proprietà, le reimmatricolazioni, le minivolture e le radiazioni dal Pra. Al momento rimangono fuori soltanto le vetture in leasing o a noleggio, oltre ai mezzi pesanti adibiti ai servizi di trasporto.

Per quanto riguarda le ultime notizie sul Documento Unico di Circolazione sono previste soltanto le pratiche telematiche, tuttavia sono ancora accettate quelle cartacee per garantire l’aggiornamento dei dipendenti di Pra, Motorizzazione e ACI. Inoltre l’emergenza sanitaria potrebbe far slittare il temine ultimo di ottobre, a causa delle difficoltà e del funzionamento ridotto delle agenzie di pratiche auto.

COME FUNZIONA IL DOCUMENTO UNICO AUTO

Il nuovo DUC è un documento unico per i veicoli, un certificato all’interno del quale sono presenti tutte le informazioni principali dell’autovettura. Ad esempio sono riportati i riferimenti per la proprietà del mezzo, i dati tecnici dell’auto e le indicazioni giuridiche relative al Pra, tra cui la demolizione e l’esportazione all’estero della vettura.

In attesa del funzionamento a regime di questa novità burocratica, il DUC è obbligatorio soltanto per alcune operazioni, tra cui:

·         minivoltura

·         demolizione

·         esportazione

La minivoltura è un passaggio di proprietà veloce e semplificato, attraverso il quale i rivenditori si intestano i veicoli usati per poi rivenderli sul mercato. Allo stesso modo il Documento Unico per l’auto è già obbligatorio per la cessazione della circolazione della vettura per l’esportazione e la demolizione, condizioni che richiedono la radiazione dal Pra.

Dal primo giugno è stata avviata la seconda fase, in cui è disponibile, ma rimane facoltativo, il DUC per le nuove immatricolazioni, l’importazione di veicoli da uno stato UE e il trasferimento di proprietà dei veicoli. Lo stesso avviene per la reimmatricolazione, una procedura prevista in caso di smarrimento, furto o danneggiamento della targa.

Al contrario, il Documento Unico di Circolazione non è ancora entrato in vigore per alcune operazioni particolari, come le immatricolazioni di veicoli per contratti di leasing finanziario o noleggio, i mezzi per il trasporto pesante e gli adempimenti cumulativi. Per il momento questi veicoli seguono ancora le vecchie regole e valgono i certificati preesistenti.

IL DUC PER LE AUTO STORICHE

Un’eccezione in merito all’assunzione del Documento Unico di Circolazione riguarda le auto storiche, ovvero i veicoli di particolare valore e interesse storico oppure quelli immatricolati più di 30 anni fa. In questi casi, infatti, è possibile ottenere il nuovo DUC, tuttavia devono essere conservati i documenti originali della vettura.

Per evitare la distruzione del certificato cartaceo, indispensabile come testimonianza dello status di auto storica, al momento dell’emissione del DUC digitalizzato gli addetti dovranno realizzare la scannerizzazione del documento in formato PDF. Dopodiché il certificato originale deve essere restituito al proprietario, senza nessun tipo di indicazione in merito all’annullamento della sua validità.

COSA CAMBIA CON IL DOCUMENTO UNICO DI CIRCOLAZIONE

Per gli automobilisti le novità saranno quasi impercettibili, tuttavia il nuovo DUC prevede una riduzione dei costi e un processo di semplificazione nella gestione burocratica del mezzo. Il documento viene rilasciato in formato digitale, con la possibilità di scaricarlo sul proprio smartphone tramite tecnologia QR Code.

Allo stesso tempo è già da qualche anno che il certificato di proprietà viene rilasciato in modo virtuale (CDPD – Certificato di Proprietà Digitale), in particolare a partire dal 5 ottobre 2015. Il nuovo documento continuerà ad essere dematerializzato, quindi accessibile online attraverso un codice di autenticazione sul sito web dell’ACI oppure visualizzabile sul proprio smartphone con QR Code.

Oggi non è necessario richiedere il DUC tramite il circuito Sta (Sportello telematico dell’automobilista), in quanto l’obbligatorietà interessa soltanto l’immatricolazione, la minivoltura, l’importazione e la cessazione della circolazione. Non è dunque richiesta la sostituzione dei vecchi certificati, operazione che andrà effettuata probabilmente a partire dal 31 ottobre.

Con il foglio unico di circolazione i controlli da parte della polizia stradale diventeranno più veloci e precisi, infatti potranno verificare tutte le informazioni del veicolo in pochi istanti. Per gli automobilisti, invece, il vantaggio sarà sui costi, dato che le tariffe che potrebbero passare da 100 a 61 euro.