L’assicurazione auto viene calcolata in base a una serie di indicatori, tra cui aspetti legati al conducente, fattori ambientali e caratteristiche associate al motore. Uno degli indici di riferimento sono i cavalli fiscali, utili per il conteggio della polizza RCA, ma non solo.

Questa sigla non riguarda la potenza del motore, ma la cilindrata, tuttavia non bisogna confonderla con altri valori come i cavalli vapore e i kilowatt. Ecco tutto quello c’è da sapere sui cavalli fiscali, da come funzionano fino a quanto sono in grado di influenzare l’assicurazione RC Auto.

CAVALLI FISCALI AUTO: COSA SONO?

cavalli fiscali di un’auto (CV Fiscali o CF) sono un parametro utilizzato per indicare la potenza fiscale di un veicolo, un valore legato esclusivamente alla cilindrata del motore. L’indice non ha nulla a che vedere con la potenza della vettura, la quale invece si esprime in cavalli o in kilowatt.

Per questo motivo si parla spesso di cavalli fiscali di cilindrata, in quanto sono relazionati al volume del propulsore calcolato in centimetri cubici (cm³). I motori degli autoveicoli vengono suddivisi secondo delle apposite tabelle di conversione standardizzate, con degli intervalli, ad ognuno dei quali corrisponde un determinato numero di cavalli fiscali.

Oltre alle tabelle ufficiali, reperibili nelle agenzie di pratiche auto oppure presso la propria compagnia assicurativa, questi parametri sono riportati all’interno della carta di circolazione (che, ricordiamo, è stata inserita nel documento unico di circolazione) In particolare, i cavalli fiscali sono segnalati nel paragrafo P.1, riportati con il numero seguito dalla dicitura CV Fiscali (ad esempio 20 CV Fiscali).

COME CALCOLARE I CAVALLI FISCALI

Come abbiamo visto non bisogna effettuare il calcolo dei cavalli fiscali, in quanto esistono delle apposite tabelle che consentono di individuare subito l’indice di riferimento in base alla cilindrata del motore della propria auto. La lista parte dal valore più basso di 1, considerato per una cilindrata compresa tra 19,8 e 57,1 cm³, fino ad arrivare al numero più alto di 50 CF per propulsori oltre 7835,6 cm³.

Ecco alcuni dei principali valori presenti nelle tabelle dei cavalli fiscali:

·         da 884,2 fino a 999,2 cm³ – 12 CV Fiscali;

·         da 999,3 fino a 1.119,1 cm³ – 13 CV Fiscali;

·         da 1.119,2 fino a 1.243,6 cm³ – 14 CV Fiscali;

·         da 1.243,7 fino a 1372,5 cm³ – 15 CV Fiscali;

·         da 1.372,6 fino a 1505,8 cm³ – 16 CV Fiscali;

·         da 1.505,9 fino a 1.643,3 cm³ – 17 CV Fiscali;

·         da 1643,4 fino a 1.784,9 cm³ – 18 CV Fiscali;

·         da 1.785,0 fino a 1.930,5 cm³ – 19 CV Fiscali;

·         da 1.930,6 fino a 2.080,1 cm³ – 20 CV Fiscali.

A COSA SERVONO I CAVALLI FISCALI DELL’AUTO

I cavalli fiscali sono un parametro utilizzato ancora oggi, tuttavia in passato venivano adoperati per il calcolo del bollo auto, secondo un sistema rimasto in vigore fino al 1997. Poi si è passati all’utilizzo della potenza del motore, un valore espresso in kW per il conteggio dell’importo del bollo.

Al momento i cavalli fiscali sono usati a fini assicurativi, anche se non tutte le compagnie li impiegano per il calcolo della RCA, la copertura obbligatoria prevista dalle normative di legge. La scelta, infatti, dipende dalla società assicurativa, secondo i criteri adottati per la definizione della tariffa in base alla cilindrata del veicolo.

Questo indice è utilizzato anche per il rimborso chilometrico, un indennizzo riconosciuto ai dipendenti che usano la propria auto per svolgere attività di lavoro per conto dell’impresa. In pratica il lavoratore può richiedere un risarcimento all’azienda, in base ai chilometri percorsi e ai cavalli fiscali del veicolo.

L’azienda, invece, può ottenere una deduzione dell’importo corrisposto per il rimborso chilometrico, con lo sgravio del costo dei cavalli fiscali. Inoltre si tratta di un valore integralmente detraibile dalle tasse fino a 20 CV Fiscali (17 CV Fiscali per le auto a benzina) o, in parte, per vetture con un numero di cavalli fiscali superiore.

QUANTO INCIDONO I CAVALLI FISCALI SULLA RCA

Come abbiamo accennato i cavalli fiscali possono essere utilizzati per il calcolo della RCA, la copertura obbligatoria per la Responsabilità Civile Auto. La scelta dipende dalla compagnia assicurativa, che può decidere di adoperare completamente, in parte o per nulla questo parametro per il conteggio del premio assicurativo.

Le tariffe infatti sono legate a diversi indicatori, come il valore del veicolo, la potenza del motore, la cilindrata, l’età del conducente, la formula di guida, la zona geografica e le statistiche sui sinistri stradali. Sebbene i cavalli fiscali possano o meno essere utilizzati, si tratta comunque di un parametro che incide sulla polizza auto.

CAVALLI FISCALI E CAVALLI VAPORE: QUALI SONO LE DIFFERENZE

I cavalli fiscali non devono essere confusi con altri parametri, indicatori che servono per calcolare la potenza del motore come i cavalli vapore. Come indicato in precedenza, la cilindrata del propulsore è l’unica caratteristica che determina i CV Fiscali, tuttavia motori con lo stesso volume possono presentare potenze diverse.

Ad esempio, un propulsore da 2.000 cm³ potrebbe avere 150 o 180 CV, pur occupando lo stesso spazio volumetrico, un aspetto che incide sulle prestazioni del veicolo. È evidente come un’auto con un motore 2.0 cm³ da 180 CV sarà più scattante e avrà una velocità massima più elevata, se comparata con una vettura con propulsore 2.0 cm³ da 150 CV.

La potenza del motore può essere indicata anche con un’altra unità di misura, i kilowatt, una conversione piuttosto semplice in quanto 1 kilowatt corrisponde a 1,36 cavalli vapore. Se i cavalli fiscali sono utilizzati per il rimborso chilometrico e il calcolo della polizza RCA, la potenza in kilowatt serve invece per il conteggio del bollo auto.