Secondo Transport & Environment (TE), un’organizzazione indipendente no-profit, il prossimo anno potrebbe portare ad una svolta nel mercato automobilistico.

Le ragioni fondamentali che portano ad una tale previsione risiedono nel considerevole aumento di modelli di auto elettriche che verranno presto messi a disposizione dei consumatori.

Se, infatti, fino al 2018 i modelli di auto elettriche e auto ibride in commercio erano una sessantina, nel prossimo anno l’offerta arriverà a toccare quasi quota 180.

Ma basterà un’offerta triplicata per fare impennare le vendite?

Prezzi ancora elevati

Quello che finora ha sempre impedito la diffusione delle auto elettriche sulle nostre strade è il loro prezzo di acquisto.

I nuovi modelli elettrici di matrice nipponica, presentati al Salone di Francoforte, hanno un prezzo di circa 30.000 €: in ribasso rispetto ai modelli precedenti ma ancora ad un livello tale da tagliar fuori la maggior fetta di consumatori.

Il prezzo di vendita elevato deriva indirettamente da inefficienze strutturali: le “colonnine” per la ricarica hanno una diffusione limitata e prevalentemente circoscritta alle metropoli.

Per sopperire a questo deficit le case automobilistiche devono dotare i veicoli di batterie enormi ed estremamente durevoli. Così i costi di produzione e, di conseguenza, i prezzi di vendita lievitano.

I benefici per l’ambiente

Il passaggio dalle auto tradizionali alle auto elettriche porterebbe indiscutibili benefici per il nostro Pianeta.

Questo perché, sebbene l’energia elettrica con cui vengono alimentate viene spesso e volentieri prodotta utilizzando ancora combustibili fossili, si otterrebbe comunque una diminuzione nella produzione di Co2.

A sostegno di questa conclusione vi è BloombergNEF, il principale servizio di ricerca in ambito di ambiente e innovazione, appartenente al colosso Bloomberg.

Nel 2018, dicono i ricercatori, le emissioni di Co2 dei veicoli elettrici sono state del 40% più basse rispetto a quelle dei veicoli tradizionali. Questa differenza è stata registrata in Paesi come il Regno Unito e, in generale, in tutta la Gran Bretagna. Ovvero in Paesi definibili virtuosi nell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.

Certo, in Paesi come l’Italia, dove si fa ancora ampio uso di combustibili fossili per la produzione energetica, l’impatto positivo sull’ambiente non sarebbe cosi netto. Ad ogni modo, rappresenterebbe un grosso passo avanti in tema di tutela ambientale.In conclusione: ci sono buone premesse per una maggiore diffusione di auto elettriche negli anni a venire ma, indicare il 2020 come l’anno di svolta ci sembra, purtroppo, un tantino azzardato.